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giovedì 21 aprile 2011

Verso il rafforzamento della rete: una proposta di Protocollo d’Intesa

Foto di rubicon
Con il secondo incontro di concertazione del progetto Pro.Ri.Ti.S., il 13 aprile, è stato compiuto un altro passo verso il potenziamento dell'azione di rete per l'accompagnamento dei titolari di protezione internazionale nelle procedure di riconoscimento di titoli di studio e qualifiche professionali. La partecipazione è stata numerosa, con la presenza di rappresentanti di Ministeri competenti (Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Ministero del Lavoro, Ministero della Giustizia, Ministero della Salute e Ministero dell’Interno),Università (Firenze, Udine, Trieste, Roma “Tor Vergata”, Roma “La Sapienza”, Roma “Roma Tre”),associazionismo di settore (Servizio A Pieno Titolo della Cooperativa Parella di Torino, Centro Astalli di Roma, Centro Studi Immigrazione di Roma, Centro Polifunzionale della Cooperativa Il Cenacolo di Firenze, Consorzio Co&So di Firenze, Consiglio Italiano per i Rifugiati, Programma Integra di Roma, Arciconfraternita del SS. Sacramento e S. Trifone di Roma, Collegio IPASVI di Firenze) e organizzazioni internazionali (OIM – Organizzazione Internazionale per l’Immigrazione). La Viceprefetto Marta Matscher ha aperto i lavori, coordinati dai responsabili degli enti partner del progetto, Parsec e ASGI. L’obiettivo principale dell’incontro era la presentazione e discussione di una bozza di Protocollo d'Intesa tra amministrazioni ed enti competenti, elaborato dai partner in seguito all’analisi della normativa e dei risultati della ricerca di campo, in un incontro fecondo tra saperi giuridici e saperi delle scienze sociali. Il Protocollo – dettagliatamente illustrato da Salvatore Fachile dell’ASGI - è un documento con il valore di proposta, pertanto aperto al contributo dei partecipanti, invitati direttamente a commentare gli articoli segnalando la propria posizione di consenso/dissenso e illustrando le proprie considerazioni.
La proposta formulata vede al centro la possibilità di applicare ai percorsi di riconoscimento dei titoli di istruzione superiore la sezione della Convenzione di Lisbona che dispone che «Ogni Parte, nell’ambito del proprio sistema di istruzione e in conformità con le proprie disposizioni costituzionali, giuridiche e normative, adotterà tutti i provvedimenti possibili e ragionevoli per elaborare procedure atte a valutare equamente ed efficacemente se i rifugiati, i profughi e le persone in condizioni simili a quelle dei rifugiati soddisfano i requisiti per l’accesso all’insegnamento, a programmi complementari di insegnamento superiore o ad attività lavorative, anche nei casi in cui i titoli di studio rilasciati da una delle Parti non possano essere comprovati da relativi documenti » (art. 26). L’idea è che – limitatamente al caso di chi desideri proseguire gli studi – si possa procedere come segue:
- per chi dispone del titolo: applicazione attenuata dei criteri di valutazione, dispensando il richiedente, dove possibile, dalla produzione della documentazione integrale (es. programmi degli esami sostenuti…).
- per chi non dispone materialmente del titolo: valutare l'opportunità di sostituire il titolo con una attestazione giurata dalla quale risulti l’indicazione dettagliata della denominazione della facoltà o dell’istituto frequentato, della denominazione del corso di studi, della data, del punteggio e del titolo conseguito, dei singoli esami, delle singole prove di idoneità, delle date e delle votazioni e degli eventuali crediti conseguiti.
L’applicazione attenuata dei sistemi di valutazione è una prassi già in parte adottata dagli Atenei, come emerge dalla ricerca condotta da Parsec sul territorio italiano e come hanno ricordato, tra i presenti, le rappresentanti dell'Università di Firenze. Per quanto riguarda l’attestazione giurata, il Protocollo prevede che le autorità competenti possano verificarne la veridicità e l'attendibilità richiedendo, eventualmente, agli organismi o enti di tutela dei titolari di protezione internazionale di assumere informazioni specifiche ovvero di esprimere un giudizio in merito. Gli ideatori hanno inoltre sottolineato come ulteriori garanzie, contro l'ipotesi di false dichiarazioni, provengano dalla responsabilità penale per il dichiarante, dalla complessità contenuta nella ricostruzione dettagliata dei percorsi di studio e dal fatto che, essendo una misura prevista solo per la prosecuzione degli studi, il falso diploma sarebbe invalidato dall'impossibilità di sostenere effettivamente gli esami di profitto.
La proposta ha incontrato qualche perplessità e resistenza ma anche numerose espressioni di entusiasmo, specialmente da parte di chi si trova frequentemente a dover aggirare l'ostacolo della documentazione manchevole o parziale, come gli uffici stranieri delle Università e – in fase di emersione della domanda – i servizi territoriali. Il Protocollo ipotizza inoltre l'impegno delle amministrazioni su azioni di supporto, una volta verificata la disponibilità di risorse finanziarie interne o esterne: predisposizione di materiale informativo omogeneo, sportello unico di orientamento, portale web, attività di formazione, networking... Punti rispetto a cui in sede di discussione non sono stati evidenziati ostacoli.
L'ultima parte della giornata di lavori è stata dedicata alla descrizione del progetto di sistema informativo, già avviata nell'incontro precedente. Anche su questo i partecipanti sono stati invitati a esprimere opinioni e suggerimenti. L'appuntamento si è quindi chiuso con la promessa, da parte dei coordinatori di Pro.Ri.Ti.S., di un'elaborazione delle proposte e dei rilievi critici pervenuti attraverso la scheda appositamente distribuita, insieme a quelli che vorranno pervenire successivamente, affinché sia lo strumento del Protocollo d'Intesa sia l'ideazione del sistema informativo diventino il frutto della più ampia e feconda partecipazione e condivisione.

mercoledì 16 marzo 2011

Dalla ricerca all'azione: sistema informativo e protocollo d'intesa

foto di auxesis
Nel mese di marzo il progetto Pro.Ri.Ti.S. entra in una fase nuova, passando dalla ricerca all’azione. La prima fase ha visto al lavoro un’équipe multidisciplinare di ricercatori (dell’Associazione Parsec e di Asgi) per una ricognizione su tutto il territorio nazionale rispetto a norme, procedure, prassi, servizi e reti per il riconoscimento di titoli di studio per i destinatari di protezione internazionale. Ora, sulla base della cospicua mole di dati e informazioni raccolte con la ricerca, si procede verso l’obiettivo finale : la realizzazione di un programma pilota che porti ad un miglioramento del sistema di riconoscimento dei titoli di studio dei TPI, attraverso l'analisi delle criticità esistenti, la diffusione di informazioni sui servizi e sulle procedure da seguire e l'individuazione di soluzioni funzionali a un rapido svolgimento delle pratiche.
A questo fine, per favorire l’emersione di visioni condivise, criticità e proposte, il 2 marzo si è tenuto, presso il Ministero dell’Interno, un primo incontro di concertazione, teso all’ideazione di un sistema informativo per l’analisi e l’archiviazione delle domande di riconoscimento dei titoli di studio dei TPI, uno strumento che agevoli le procedure per i beneficiari ma anche il lavoro dei diversi soggetti coinvolti nell’espletamento delle pratiche.
L’incontro ha visto la partecipazione dei rappresentanti del Ministero dell’Interno, dei Ministeri competenti per le procedure di riconoscimento (Ministero degli Esteri, MIUR, Ministero della Salute, Ministero della Giustizia, Ministero del Lavoro), del Servizio Centrale SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), del CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati), dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (ACNUR), dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), del Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche (CIMEA), della Federazione Collegi Infermieri (IPASVI) di Firenze, di organizzazioni pubbliche e del Terzo Settore (Parsec, Asgi, Arciconfraternita, Cooperativa OASI 2, Cooperativa Parella, Cooperativa Il Cenacolo, CSI Torreangela). L’incontro è stato aperto dal viceprefetto Martha Matscher che ha presentato alla platea finalità e modalità operative dei Fondi FER.
L’idea di un sistema informativo, ha spiegato Pier Paolo Inserra, Presidente dell’ente capofila del progetto (Associazione Parsec), «nasce dall’esigenza di ridurre la frammentazione dei dati, delle conoscenze e delle competenze». L’obiettivo è mettere a disposizione dei responsabili delle decisioni operative tutte le informazioni necessarie per effettuare le migliori scelte possibili. Pro.Ri.Ti.S. non prevede la costruzione effettiva del sistema ma la sua progettazione, al cui fine è indispensabile la realizzazione di un percorso conoscitivo condiviso. Le ipotesi allo studio sono due: un sistema informativo classico e un portale dedicato che fornisca informazioni a servizi e utenti.
Il primo incontro, che ha portato tante e diverse istituzioni e organizzazioni a confrontarsi e a misurarsi sulla proposta, ha visto svilupparsi un vivace dibattito tra posizioni diverse. Alla luce di quanto emerso in questa occasione, il lavoro comune sarà ripreso e approfondito per giungere alla co-progettazione del sistema, ma soprattutto alla condivisione di un Protocollo di Intesa, vero punto focale del programma pilota. Il Protocollo,  da sottoporre alle Autorità competenti nella procedure di riconoscimento dei titoli di studio (Ministeri, Università, Uffici Scolastici Provinciali) rappresenta infatti un primo tentativo per raccordare i diversi soggetti che intervengono nelle procedure di riconoscimento dei titoli di studio al fine di agevolare  i titolari di protezione internazionale in questo percorso.